venerdì 22 giugno 2012

Quei sogni che nessuno ha



Una nave da guerra, questo mi sembrò Hashima quando la vidi per la prima volta dal mare. Così la chiamano: Gunkanjima, La Portaerei.

... eppure quel vuoto non puoi fare a meno di sentirtelo addosso…
è roba tua che manca…
Vuoto… ovvero l’assenza di qualunque contenuto
e quel contenuto sei tu…
così almeno nei primi mesi, fintantoché ancora riesci a ricordarti chi sei, poi qualcosa “matura” dentro di te, la sopravvivenza è adattamento, e così senza nemmeno accorgertene riesci un giorno a smettere di percepirlo, il vuoto…
perché dopo tutto,
dopo lo spazio,
dopo la fame e la sete,
qui è l’anima che viene a mancare…
quel vuoto è l’impoverimento dell’esperienza umana,
quel vuoto lo vedi negli occhi della gente

... e forse... forse potrai sperare una volta di più di sognare... così come hai fatto in tutti questi anni... cercando nella notte e nei suoi sogni il rifugio dalla realtà... e così sarà anche domani perché solo nei sogni avrai certezza di volare via da questa terra...

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